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Baustelle-Amen

“è necessario vivere, bisogna scrivere, all’infinito tendere, ricordati Baudelaire”

che si scriva allora, per non cadere nell’apatia. Amen è il disco rivelazione del momento, ma non è mia intenzione elogiarne la musica innovativa/esaltante/liberatoria/estasiante/riappacificatrice/serena…no, non voglio elogiarne la musica! Questo è un post dedicato esclusivamente all’estetica, alla bellezza di Rachele Bastreghi, alla forza simbolica di un occhio .

Personalmente non ho un debole per gli occhi verdi o azzurri, ho sempre preferito i colori scuri. Troppa freddezza e troppo distacco, la sicurezza di chi ci vede sempre troppo chiaro. Ma nel caso della copertina di Amen è questione di fisica,magnetismo. Visto il titolo mi lancio nel dire che sia rincongiungimento con Dio, affermazione pesantuccia ma non del tutto campata in aria.

L’occhio: simbolo iconografico di Dio nella storia, e parallelamente di trasparenza e speranza. Il cerchio si chiude ascoltando l’album in cui, nonostante la denuncia e l’amara constatazione dello stato del Mondo, non è difficile trovare riferimenti ad un qualche Dio (non necessariamente legato all’idea religiosa dello stesso, anzi) ad una qualche luce. 

Chi avesse ascoltato il solo singolo “Charlie fa surf” mi deriderà, ma ho sempre sostenuto che l’amore rende piacevolmente ridicoli: di Amen (e di Rachele, per essere sinceri) mi sono innamorato!

“…assomigliare a lucertole nel sole

amare come Dio

usarne le parole”

Baustelle Amen

~ di coperticonstile su Marzo 29, 2008.

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