Gorillaz, L’esordio
Una volta cominciato a scrivere di Damon Albarn mi viene difficile smettere e, in verità, non ho alcuna intenzione di farlo. Corre l’anno 2001 quando esordiscono i Gorillaz la non-band della non-fisicità con un progetto ambizioso ma più che mai reale.
Il singolo Clint Eastwood è di quelli raffinati ma molto orecchiabili, il video accattivante, ma sono la storia, l’idea e la filosofia che stanno dietro a dare un fascino unico al progetto. Due menti (Albarn e il fumettista Jamie Hewlett) per 4 personaggi, ognuno con la propria psicologia, con la propria storia e abitudini. Albarn si occupa da solo della parte musicale, sfruttando collaborazioni: una non-band, per l’appunto.
E’ o no la distruzione del fenomeno Pop-Idol? Se la tendenza del mercato discografico è quella di creare idoli, personaggi e figuranti, i Gorillaz capovolgono tutto questo mettendo in primo piano la musica e l’idea, abbandonando qualsiasi fisicità ma rimanendo al tempo stesso “reali e tangibili”.
Il live potrebbe essere critico per un progetto fondato sul non apparire, e invece basta rispolverare la tecnologia di età vittoriana fatta di specchi e luci e il risultato è (http://www.youtube.com/watch?v=0EkeAOrqcMY) : liberi di adorare degli ologrammi!
“2D: è il cantante e tastierista della band. A volte ama la solitudine. Da notare anche che il ragazzo ha perso gli occhi.
Murdoc Nicalls: è il bassista della band ed è considerato la mente del gruppo. È un satanista e il suo gruppo musicale preferito sono i Black Sabbath.
Russel Hobbs: di corporatura massiccia, è il batterista della band. Viene da New York precisamente da Brooklyn, ed è posseduto a volte da strani Funkyphantoms che gli fanno cantare strani pezzi rap da zombie.
Noodle: è l’unico membro femminile della band. Suona la chitarra, è una ragazzina giapponese di 13 anni proveniente da Osaka, anche se sul suo passato si sa poco. Molti fans inizialmente la scambiarono per un ragazzino, data la sua capigliatura e l’abbigliamento tipicamente maschile” (cit.Wikipedia)
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