Grazie al commento di 1co e alla piega che prendono le discussioni quando propongo l’argomento, mi son convinto a fare uno strappo alla regola e, per questa volta, tornare su Abbey Road. Lo faccio perchè la leggenda della morte di P.McCartney (PID, Paul is dead) è troppo affascinante per non essere conosciuta da tutti, e la ricerca di indizi sul decesso parte proprio dalle covers e dai testi degli stessi Beatles.
Una sera, dopo un litigio in sala di registrazione con gli altri scarrafoni, Paul prende la macchina e va via. Decide di dare un passaggio ad una ragazza incinta, Rita, che una volta accortasi di chi fosse quell ‘illustre sconosciuto ha una reazione smodata. Paul perde il controllo dell’auto e, dopo l’impatto con un albero, muore.
Ma nel ‘66 i Beatles erano all’apice della propria carriera, quindi decidono di sostituire McCartney con un sosia e tenere nascosta la vicenda. Da quel momento in poi i sostenitori della PID cominciano a cercare ovunque indizi sulla morte di Paul. Ne citerò solo alcuni tra quelli più singolari.
Parto proprio da Abbey Road e dallo spunto di 1Co. I 4 sembrano partecipare alla processione di un funerale, con Lennon-sacerdote che apre la fila vestito di bianco, Ringo nella parte del becchino, e Harrison lo scavatore di buche: che ruolo tocca a Paul?! Mc Cartney è l’unico “fuori passo” a sottolineare l’estraneità dal gruppo. La targa del maggiolone “28IF LMW ” significherebbe “28 anni se fosse vivo/ Linda Mc Cartney vedova”. Digitando invece al telefono il numero dell’altra macchina parcheggiata, come già scritto, avrebbe risposto una segreteria telefonica recitante “Paul is dead Paul is Dead”.
In molte copertine successive McCartney sembra staccato dagli altri componenti, come nel caso di “Revolver” o Let it Be (in cui è l’unico raffigurato con uno sfondo rosso) e anche nell’esecuzione live di “I am the Walrus” è l’unico a portare all’occhiello della giacca un garofano nero quando gli altri Beatles ne indossano di rossi. Proprio in coda a questa canzone Lennon afferma “Io sono il tricheco”, simbolo greco della morte, salvo poi correggersi in “Glass Onion” dicendo “Bene gente, Vi darò una nuova traccia da seguire- il tricheco era Paul“. La prima versione dell’ album “Yesterday Today” passa alla storia come Butcher Cover, la copertina del macellaio, per la sua caratteristiche splatter: una dentiera sul braccio di Paul e una testa di bambola in mano a Harrison sembrano riferimenti all’incidente. La copertina viene ritirata perchè troppo dura, e McCartney viene questa volta raffigurato in un baule molto simile ad una cassa da morto!
Lo stesso McCartney non ha mai negato la tesi sulla sua morte, rispondendo spesso ironicamente e con le stesse armi retoriche: nell’album da solista “Paul is live”, ripropone la stessa immagine di Abbey Road ma il maggiolone è targato “58Is”, come a dire “ho 58 anni e sono vivo!”.
Tuttavia la copertina che porta più indizi a favore della tesi è però quella di “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, ma mi dilungerei troppo in quello che vuole essere semplicemente un approfondimento/curiosità… diciamo che, scaltramente, la tengo buona per un altro post!!
“Morto?Sono morto?Perchè sono sempre l’ultimo a sapere le cose?” P.McCartney
